Zaino ed equipaggiamento

LISTA, NOTE E CONSIGLI PER FARE UNO ZAINO ESSENZIALE ED EQUIPAGGIARSI PER UN BUON CAMMINO

STEP 1 – ESSENZIALE

Tieni ben a mente che tu sei il miglior consigliere di te stesso. Quindi solo tu puoi sapere di cosa avrai realmente bisogno (dai vestiti, al nutrimento).
Dovrai scendere a patti con te stesso per capire cosa sia veramente necessario, ovvero comprendere il significato della parola “essenziale”.
Per evitare di cadere in trappole accuratamente autocostruite, scuse ed inganni a cui potrebbe seguire una lunga serie di imprecazioni e, soprattutto per non dover spedire a casa 10kg di roba dopo una settimana di cammino, seguono quelli che spero siano utili consigli.

Ricorda: tutto quello che deciderai di portare lo avrai sulle spalle, sulle ginocchia, sulle caviglie, quindi su te stesso, ogni giorni, per mesi.

Fai un piacere a te stesso: per ogni grammo risparmiato le tue spalle, le tue ginocchia e le tue caviglie ti ringrazieranno. Quindi tu ti ringrazierai.

Il pellegrinaggio a piedi dura mediamente dai 40 ai 60 giorni, ma tu immagina di camminare soltanto 3 giorni. Cosa porteresti?


STEP 2 – PROCEDIMENTO

  1. Fai un elenco puntato di tutto ciò di cui pensi avrai bisogno
  2. Disponi davanti a te tutto quanto
  3. Passa voce per voce ed elimina tutto ciò che non è realmente necessario
  4. Ridisponi tutto davanti a te ancora una volta
  5. Siamo seri: ripeti il punto 3
  6. Metti tutto nello zaino
  7. Rileggi la lista attentamente ed elimina altra roba
  8. Se non riesci ad eliminare altra roba leggi lo step 1 – essenziale che sicuramente avrai saltato

STEP 3 – LISTA

Segue un elenco di ciò che è necessario durante i cammini di più giorni.
*Quello che è scritto in arancione è da considerare facoltativo a seconda del tipo di cammino che si decide di intraprendere, in ogni caso non preoccuparti: puoi farne a meno.
*Chiedo scusa al pubblico femminile, in quanto la lista è pensata per me che sono un maschio, dicono.
*A fondo pagina si trovano note ulteriori riguardo a: zaino, idratazione, pronto soccorso, igiene personale, calzature, vesciche, conservazione, sicurezza, shorts e prese di corrente.

 

VESTITI EQUIPAGGIAMENTO FIRST AID AND BEAUTY
Scarpe chiuse e impermeabili Zaino 32-55 l Cerotti misti
Sandali trekking Sacco a pelo Cerotti idrocolloidali (per le vesciche)
x3 Magliette microfibra Coperta termica Ago e filo sterili (per le vesciche)
x1 Maglia manica lunga tecnica Occhiali da sole + Occhiali di riserva Disinfettante
x2 Pantaloni modulabili Coltellino Antidolorifico
x3 Calze lunghe microfibra tecniche Accendino ———-
x3 Intimo microfibra Moschettone Kit barba
Bandana Lacci di riserva per scarpe Taglia unghie
x1 Pile / o Giacca a vento / o K-way Fazzoletti Spazzolino
Mantella anti-pioggia (che copra anche lo zaino) x 1 Repellente Dentifricio
Cappello ———- x1 Crema solare alta protezione
Asciugamano microfibra Spago grosso (come filo per stendere) Tappi (per la notte)
UTILITY Spille da balia (come mollette) x1 Burrocacao
Piccolo marsupio aderente Sapone da bucato (piccolo pezzo) Integratore sali minerali
Documenti di identità ———-
Soldi – Carte – Bancomat Sacche (varie per indumenti usati)
ELECTRONICS ———- NOTA BENE
Orologio da polso Quaderno nel peso totale considerare anche
Smartphone (gps + dizionario JA-EN-IT) Biro / Matita Acqua 1-2 litri + Cibo
Porta Smartphone impermeabile Frasario ja-it plastificato Così come lo zaino stesso e ogni cosa
Caricatore smartphone Fotocopie documenti identità, volo, polizza, ecc. deciderai di aggiungere!
Torcia frontale ———-
Power supply x1 Cibo d’emergenza / Barrette energetiche

NOTE

NOTA PER LO ZAINO
Lo zaino non dovrebbe pesare più del 10-15% del tuo peso corporeo. In ogni caso non superare mai i 10-12kg. La verità è che 8-10 kg sarebbero ideali! Sai cosa? Fai 7 o anche meno se ci riesci. Non scordarti di considerare anche il cibo e l’acqua nel peso, così come lo zaino stesso e ogni cosa deciderai di aggiungere. Siate onesti, dire all’ultimo momento: “Giusto! C’è anche questo utilissimo deodorante da soli 100ml” è lo stesso ragionamento di quello che dice: “C’è ancora tempo per arrivare, tanto viene buio tardi”. Non è mai arrivato.

Consiglio zaini con cinture alla vita, per scaricare il peso e forniti di spallacci larghi ed imbottiti per distribuirlo meglio.

La capienza è molto personale, a mio parere stare sotto i 38l è abbastanza difficile (considerando anche acqua, cibo, l’equipaggiamento del pellegrino e se si accumula qualcosa lungo la via). Detto ciò, non c’è molta differenza di peso tra uno zaino da 38l e uno zaino da 45-55l (tipo il mio). Ovviamente non è necessario riempirlo tutto! Se sei già lì che fremi e ti mordi la lingua prendilo da 38l così non avrai scuse, prima che ti venga un attacco di disposofobia. È vero però che uno zaino più grande può contenere più roba e può avere uno spazio vuoto, non il contrario. Non andrei oltre i 55-60l di capienza, è vero che dipende tutto dalla tipologia di viaggio, ma ho il forte sospetto che, anche con tenda e sacco a pelo, se stai pensando di prendere uno zaino da più di 55-60l stai anche pensando di riempirlo di cose inutili.

Detto ciò è pur sempre un paese libero e in Giappone possono entrare anche zaini da 100l. Ti avviso soltanto che, su alcuni forum ci sono racconti di persone che sono riuscite a camminare con uno zaino da 28l questo testimonia il fatto che stiamo ancora pensando (tutti noi, io compreso) di prendere cose non essenziali.


NOTA PER IL PRONTO SOCCORSO
Sarai in Giappone, non sulla Luna e molto raramente sarai completamente isolato. Lungo il cammino ci sono ospedali, farmacie e supermercati in cui si possono trovare senza problemi le medicine di base.
Se invece occorre qualcosa di particolare potrebbe essere difficile farsi capire e soprattutto potrebbe essere necessaria una prescrizione medica. Porta con te ciò che è veramente indispensabile per la tua salute.


NOTA PER L'IGIENE PERSONALE
Se prevedi di stare in alloggi tutte le notti non ti occorrerà molto.
Tutte le minshuku, ryokan e gli hotel forniscono sapone e shampoo gratuiti. Alcuni di questi potrebbero addirittura darti spazzolino e dentifricio.
Personalmente mi ero portato dietro un piccolo pezzo di sapone, ma l’ho usato molto raramente e solo in alcune occasioni in cui ho dormito fuori.

Tieni in considerazione che buona parte degli alloggi ha a disposizione lavatrici (200¥) e asciugatrici (100¥) solitamente a gettoni, mentre più raramente sono gratuite.


NOTA PER L'IDRATAZIONE
Lungo il percorso è pieno di jidōhanbaiki (distributori automatici) con acqua e tante altre bibite. È indispensabile bere il più possibile soprattutto nei mesi caldi, perché è molto elevato anche il tasso di umidità. Consiglio comunque di avere almeno 1l di acqua di emergenza sempre con se e di utilizzare integratori di sali minerali, in particolare nei mesi caldi.


NOTA SULLA CALZATURA
Le scarpe devono essere comode, confortevoli, non troppo pensanti e meglio se impermeabili. Tutto il resto, a mio parere è opinabile ed è una scelta tanto importante quanto personale.
L’importante è che la scarpa sia comoda e usata! Non partire mai con scarpe nuove, perché scarpe apparentemente confortevoli potrebbero risultare scomode dopo anche solo un’ora di cammino, o dopo qualche utilizzo. Ad esempio potrebbero esserci cuciture che danno fastidio ai tuoi piedi. Soprattutto una scarpa in cui la suola non si sia adeguata al tuo piede aumenta la probabilità che insorgano vesciche.
Alta o bassa? Considera che alta protegge meglio la caviglia, ideale per evitare distorsioni ed è indicata per chi affronta lunghi percorsi di più giorni con zaini pesanti sulle spalle. Eviterei un vero e proprio scarpone da trekking alto e robusto, più indicato per l’alta montagna. Uno dei tratti più elevati a cui si arriva è il Monte Unpenji circa 900 m s.l.m.; inoltre il percorso nel suo insieme è di rado un vero e proprio sentiero: per l’80-90% dell’intero viaggio si cammina su asfalto o cemento.
Quindi, sulla scelta, incide molto il tipo di percorso, perché per esempio su asfalto la scarpa da montagna bassa è più confortevole e tendenzialmente più leggera; permette inoltre una camminata comoda e il piede suda meno.

Con la scarpa bagnata converrebbe evitare di camminare, perché con il piede umido è probabile che fuoriescano vesciche. Se dovesse capitarti di bagnare le scarpe, quando ti fermi per riposare riempile con della carta da giornale e posizionale verticalmente contro una parete: faciliterai l’asciugatura.

I sandali da trekking sono utili per essere usati quando piove e per dare un po’ di respiro ai piedi. Inoltre, gore-tex o meno dopo due giorni di monsoni la scarpa si bagna. Quando piove, potreste notare alcune persone che camminano sull’asfalto in ciabatte. Questo perché comunque i piedi si bagnerebbero, almeno si salvano le scarpe.
I sandali potrebbero essere comodi anche nella doccia per lavarsi. Vero che i giapponesi sono tradizionalmente maniacali per la pulizia e guai a voi se entrate in un tipico bagno giapponese con una qualsiasi calzatura! Personalmente stando scalzo in due mesi non ho mai preso funghi e verruche, solo presta un po’ più di attenzione negli hotel e negli ostelli, in particolare nelle grandi città.


NOTA PER LE VESCICHE
Camminare per molti giorni, per diverse ore ogni giorno è un’attività estrema, a cui tendenzialmente non siamo abituati con i nostri stili di vita medi da nord del Mondo.
Abituati o meno, allenati o no, in due mesi almeno una vescica credo che dovrai metterla in conto (ti auguro comunque di no e di avere i piedi illibati, liberi da ogni male e sventura).
Se ti stai chiedendo cosa sia una vescica, sono bolle, rigonfiamenti della pelle con accumuli di liquido al loro interno che si formano a causa di attrito, calore e umidità eccessivi.
Ci sono diversi modi per trattare le vesciche. La medicina ideale sarebbe il riposo, ma non credo, dato il tipo di viaggio che vuoi intraprendere, che sia il tuo caso. Mi dispiace!
Premetto che non sono un medico (LEGGI IL DISCLAIMER A FONDO PAGINA!) e che non mi assumo la responsabilità dei risultati o le conseguenze di un qualsiasi utilizzo o tentativo di utilizzo di una qualsiasi delle informazioni che seguono:
1 – da dolori o fastidi? Se no, perché disturbare il cane che dorme? Lasciala stare e goditi il cammino.
2 – usa i cerotti idrocolloidali (tipo Compeed ad esempio), magici cerotti amici degli escursionisti.
3 – sa da dolore, fastidi, o se ha raggiunto dimensioni secondo voi eccessive, e se anche il compeed non allevia più le vostre sofferenze, potreste procedere alla bucatura.
4 – munisciti di disinfettante, ago e filo entrambi sterili.
Sconsiglio di disinfettare l’ago con una fiamma, questo perché il fuoco potrebbe causare ossidazione, lasciando il rivestimento nero che potrebbe provocare un’infezione. Una di quelle cose che non succederà (quasi) mai, ma se avete del disinfettante perché rischiare?
5 – pulisci e disinfetta bene la zona della vescica, poi buca la bolla possibilmente alla base e fai fuoriuscire il liquido.
6 – A questo punto potresti passare il filo e lasciarlo dentro alla vescica, in questo modo si seccherà più velocemente. Questo procedimento (l’utilizzo del filo) è poco ortodosso e aumenti il rischio di infezioni. In ogni caso disinfetta accuratamente, che tu abbia o meno lasciato il filo dentro.
7 – Tienila sotto controllo e disinfettala ogni giorno!

Non resteranno segni e cicatrici, pian piano la pelle nuova affiorerà.

Se una vescica contiene sangue, vuol dire che lesione è più profonda ed ha raggiunto alcuni capillari; presta maggiore accortezza quando buchi/disinfetti perché potrebbe infettarsi più facilmente!

Se una vescica diventa eccessivamente gonfia, contiene molto pus, inizia a puzzare, diventa rossa, probabilmente ha fatto infezione. A questo punto abbandona il “fai da te”: è meglio tu vada a farla vedere a un medico.


NOTA PER LA CONSERVAZIONE
Consiglio di plastificare il frasario per salvarlo dall’umidità e dalla pioggia. Sempre per questo motivo non sarebbe male tenere in buste separate il materiale elettronico (ad esempio i sacchetti/le buste da freezer).

Valuta anche di prendere un sacchetto robusto per l’immondizia. In Giappone troverai raramente bidoni lungo le strade dove gettare i rifiuti; posti ideali sono i contenitori differenziati fuori dai supermercati o dai konbini (convenience store) ne troverai tantissimi sul tuo cammino. Le gabbie che si incontrano lungo la via sono riservate al porta a porta per i residenti, non usarle per i tuoi rifiuti!

In merito al cibo che decidi di trasportare presta molta attenzione alla data di scadenza e non sottovalutare l’umidità che potrebbe accelerarne il processo!


NOTA PER LA SICUREZZA
Il Giappone è un paese molto sicuro, potresti girare con tutti i soldi in mano che nessuno mai te li porterebbe via. Detto ciò la prudenza non è mai troppa, per questo sarebbe comodo un piccolo marsupio o cucire nei vestiti tasche interne.

Durante il cammino presta attenzione riguardo a:

  • cani randagi, ne potresti incontrare alcuni, la maggior parte dei quali risulteranno innocui e ti ignorerà. Personalmente non ho mai avuto problemi al riguardo, però ci sono racconti di pellegrini che dicono di aver incontrato alcuni esemplari molto fastidiosi.
  • serpenti, abbastanza numerosi nello Shikoku, in particolare nelle zone di montagna. Personalmente ho fatto questo tipo d’incontri 5 volte in tutto e sempre in zone elevate. Se capitasse d’imbattersi in un serpente è sufficiente battere i piedi, il bastone o le mani (fare rumore insomma, perché i serpenti sono molto sensibili alle vibrazioni), lasciare che passi e riprendere il cammino.

Non sono un medico (LEGGI IL DISCLAIMER A FONDO PAGINA!) e non mi assumo la responsabilità dei risultati o le conseguenze di un qualsiasi utilizzo o tentativo di utilizzo di una qualsiasi delle informazioni che seguono:
Se si viene morsi ci sono varie teorie in merito, chiedi consigli a medici o ad esperiti escursionisti. Se sei solo ti invito vivamente a lasciare lo zaino e correre il più velocemente possibile a chiedere soccorso. Ti diranno che occorre mantenere la calma, perché agitandoti e aumentando la frequenza cardiaca si provoca una diffusione più rapida del veleno. Se però sei sperduto su un sentiero nello Shikoku io non aspetterei.

  • tafani (tabanidi), insetti che possono diventare insopportabili e in alcuni casi molto aggressivi. Non vi è un gran rimedio al riguardo, se non la sopportazione, perché sono attratti dal calore avendo occhi termici, perciò non c’è un modo efficace per combatterli. Consiglio di avere gambe o braccia coperte quando il percorso è su sentiero.

Di nuovo: non sono un medico (LEGGI IL DISCLAIMER A FONDO PAGINA!) e non mi assumo la responsabilità dei risultati o le conseguenze di un qualsiasi utilizzo o tentativo di utilizzo di una qualsiasi delle informazioni che seguono:
Se si viene punti in genere non occorre fare molto, se non disinfettare il becco. Talvolta però si possono avere reazioni allergiche o infezioni. Quindi, se dopo qualche giorno la situazione non migliora, ovvero se la puntura aumenta di dimensioni o il dolore non diminuisce, è meglio rivolgersi a un medico, perché potrebbe essere in corso un’infezione da trattare con antibiotico.


NOTA PER GLI ABITI SUCCINTI (SHORTS)
Tendenzialmente il giapponese medio non usa abiti succinti in pubblico, se non per praticare uno sport in cui siano richiesti.
Detto ciò gli shorts non sono proibiti.
Tutto va bene durante questo pellegrinaggio – ora non farti venire strane idee, ma nessun ti giudicherà per quello che indosserai o per qualcosa che dirai. Ogni tipo di vestito, qualsiasi mezzo di trasporto, ogni livello di partecipazione sarà accettato (ripeto: non farti venire strane idee).
Non esiste il modo giusto o sbagliato, la maniera più o meno tradizionale di fare il pellegrinaggio.
Personalmente sono un forte sostenitore del detto “paese che vai, usanze che trovi”, quindi in ogni caso sii adeguato, rispettoso e paziente e che ogni henro faccia la sua scelta.


NOTA PER GLI ADATTATORI E LE PRESE DI CORRENTE
In Giappone si utilizza una presa con due stanghette rettangolari, più raramente si trova quella con tre stanghette. In ogni caso è una presa di corrente diversa rispetto alla nostra.
Gli adattatori si possono trovare qua in Italia, ma anche in qualsiasi negozio di elettronica giapponese o addirittura in alcuni konbini.
Presta attenzione al voltaggio: in Italia usiamo una corrente a 230 V ad una frequenza di 50 Hz. In Giappone invece si utilizzano i 100 V ad una frequenza si 50 Hz per la parte est del paese e di 60 Hz per la parte ovest.
Non preoccuparti: oggi la maggior parte degli apparecchi elettronici funzionano con voltaggio compreso tra i 100 e i 240 V e una frequenza di 50/60 Hz. Si può verificare se un caricabatteria funziona anche in Giappone, guardando l’etichetta sull’apparecchio che dovrebbe riportare: input 100V-240V 50/60 Hz.